Resident Evil Requiem: la guida definitiva per sopravvivere a Raccoon City

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Resident Evil Racoon City

Guida completa · Sopravvivenza, boss e trucchi

Resident Evil Requiem: la guida definitiva per sopravvivere a Raccoon City

Tutto ciò che serve per completare il gioco: come evitare la Ragazza, la soluzione di ogni puzzle, le strategie contro gli undici boss e i trucchi di gestione delle risorse che fanno la differenza tra sopravvivere e diventare un’altra vittima della sindrome di Raccoon City.

Scheda tecnica

Sviluppatore ed editoreCapcom
Motore graficoRE Engine
Uscita27 febbraio 2026
PiattaformePlayStation 5, Xbox Series X|S, PC, Nintendo Switch 2
GenereSurvival horror
Modalità di giocoUn giocatore
RegiaKoshi Nakanishi
ProduzioneMasachika Kawata e Masato Kumazawa
SceneggiaturaHaris Orkin

Nove capitoli principali dopo che il primo Resident Evil ha definito il survival horror così come lo conosciamo, Capcom ha deciso di chiudere un cerchio narrativo rimasto aperto per quasi tre decenni. Resident Evil Requiem è ambientato nell’ottobre 2026, ventotto anni dopo la distruzione di Raccoon City, e segue un’analista dell’FBI di nome Grace Ashcroft mentre indaga su un’ondata di morti inspiegabili tra i sopravvissuti del disastro originale, tutte collegate a un fenomeno battezzato sindrome di Raccoon City. La sua indagine la porta a incrociare Leon S. Kennedy, l’agente della DSO che i veterani della saga riconoscono fin dal 1998, che torna in prima linea dopo anni lontano dal ruolo di protagonista e che, per giunta, soffre lui stesso dei sintomi di quella stessa malattia.

Ciò che distingue Requiem da qualsiasi altro capitolo non è solo la trama, ma la sua struttura di gioco: per la prima volta nella saga principale, due personaggi con filosofie di design completamente opposte si dividono il peso della campagna. Grace offre terrore puro in prima persona, con risorse scarse, un sistema di salvataggio con nastri d’inchiostro nelle difficoltà più alte e una minaccia invulnerabile che si può solo evitare, mai affrontare. Leon, invece, porta in dote l’azione in terza persona che ha definito titoli come Resident Evil 4, con parate, un’ascia come arma da mischia e munizioni molto più abbondanti. Questa guida raccoglie tutto il necessario per sopravvivere a entrambe le metà del gioco: da come schivare la creatura nota come «la Ragazza» fino alla strategia esatta contro ciascuno degli undici boss, passando per la soluzione dei puzzle più intricati e i trucchi di gestione delle risorse che fanno la differenza tra completare il gioco con scioltezza o esaurire le munizioni nel momento peggiore possibile.

«Un esercizio magistrale di terrore asfissiante» — così Eurogamer ha descritto il tono generale di Resident Evil Requiem dopo il lancio, elogiando in particolare l’equilibrio tra le sezioni di puro orrore di Grace e l’azione più scatenata di Leon.

Vale la pena inquadrare inoltre il momento in cui arriva questo lancio all’interno del percorso stesso di Capcom: dopo il successo di critica e di pubblico dei remake di Resident Evil 2, 3 e 4, e dopo che Resident Evil Village aveva consolidato la formula dell’orrore in prima persona inaugurata nel settimo capitolo, l’azienda si trovava di fronte a una domanda difficile: dove portare una saga numerata che aveva già esplorato sia l’orrore puro sia l’azione sfrenata in diverse fasi della propria storia? La risposta di Requiem — non scegliere tra le due formule, ma offrirle simultaneamente attraverso due protagonisti distinti — è la scommessa di design più rischiosa presa dalla saga negli ultimi anni, e questa guida è pensata proprio per aiutare a orientarsi in quella dualità senza morire più volte del necessario.

Prima di proseguire, un avviso pratico: questa guida include soluzioni concrete a puzzle e strategie dettagliate per ogni boss, e contiene quindi inevitabilmente alcuni dettagli sulla progressione (non sulla trama principale, che resta deliberatamente in secondo piano salvo lo stretto necessario per comprendere il contesto di ogni zona). Se preferisci scoprire il gioco senza alcun condizionamento, le sezioni su requisiti tecnici, edizioni e accoglienza della critica sono del tutto sicure da leggere senza timore di spoiler.

Da uno sparatutto online abbandonato al nono capitolo principale

Poche produzioni Capcom hanno cambiato rotta durante lo sviluppo quanto Resident Evil Requiem. Il progetto è partito originariamente come titolo multiplayer open world pensato per il modello online, una direzione che lo stesso studio ha finito per abbandonare nel 2021 dopo aver concluso, nelle parole del team di sviluppo, che «non era ciò che i fan volevano» da un nuovo capitolo numerato della saga. Quella svolta ha costretto a ricostruire il progetto quasi da zero, in un processo di sviluppo che si è esteso complessivamente per sei anni interi.

Durante quella ricostruzione, il team guidato da Koshi Nakanishi — regista già alla guida di Resident Evil 7 — ha sperimentato l’idea di trasformare Requiem in «un vero gioco horror con protagonista Leon Kennedy» prima di optare per la formula definitiva: due protagonisti con stili di gioco deliberatamente contrapposti, uniti dalla stessa trama. Questa scelta di design spiega perché Requiem si percepisca, in pratica, come due giochi distinti cuciti insieme con estrema cura narrativa, invece che come un’unica esperienza omogenea.

La produzione del titolo è stata curata da Masachika Kawata e Masato Kumazawa, mentre la sceneggiatura è stata affidata a Haris Orkin, che ha impiegato due anni e mezzo interi per dare forma al copione definitivo. Il processo di motion capture si è svolto tra il 2023 e il 2025 negli studi Imaginarium, lavorando in blocchi di tre settimane di riprese seguite da pause di un mese intero, un ritmo produttivo che aiuta a spiegare tanto l’ambizione tecnica del risultato finale quanto la durata complessiva dello sviluppo.

Dato chiave

Resident Evil Requiem è il primo capitolo della saga progettato esclusivamente per le console di nona generazione, il che ha permesso a Capcom di integrare tecnologie grafiche che non sarebbero state praticabili su hardware precedente, incluso un sistema di path tracing nativo nella versione PC.

Questo salto generazionale si nota anche in scelte di design che sarebbero state impraticabili nella generazione di console precedente: il sistema di rendering dei capelli filo per filo, la densità di dettaglio degli ambienti interni del Care Center o la simulazione di illuminazione dinamica che rende la luce stessa un elemento di gioco centrale — ricordiamo che è, letteralmente, lo strumento principale per sopravvivere alla Ragazza — sarebbero stati estremamente costosi da implementare su PlayStation 4 o Xbox One. Capcom è stata esplicita nel dire che questa libertà tecnica è stata uno dei fattori che ha finito per far pendere la bilancia verso la struttura finale del gioco, con due protagonisti e due prospettive di camera distinte in esecuzione sullo stesso motore senza compromettere le prestazioni di nessuna delle due.

Il nome stesso del gioco, Requiem, non è stato scelto a caso: come ha spiegato il team di sviluppo, riflette l’intenzione narrativa di chiudere un ciclo che la saga si trascinava dietro dal primo Resident Evil, dando finalmente una risoluzione alle conseguenze umane e biologiche del disastro di Raccoon City quasi trent’anni dopo che era avvenuto all’interno della cronologia della finzione.

Trama, ambientazione e personaggi (senza spoiler di trama)

L’azione si svolge nell’ottobre 2026, ventotto anni dopo che il disastro biologico di Raccoon City costrinse il governo statunitense a cancellare la città dalla mappa. La protagonista principale è Grace Ashcroft, analista dell’FBI e figlia di Alyssa Ashcroft, personaggio che i giocatori più veterani della saga ricorderanno da Resident Evil Outbreak. Grace si ritrova trascinata a indagare su una serie di morti che, in apparenza, non sembrano collegate tra loro, ma che condividono un denominatore comune: tutte le vittime sono sopravvissute all’incidente originale di Raccoon City, e tutte presentano mutazioni legate al virus T che l’indagine finisce per battezzare sindrome di Raccoon City.

Quell’indagine la porta a incrociare la strada di Leon S. Kennedy, agente della Divisione di Sicurezza Nazionale (DSO) che vive il suo ritorno più importante nella saga dai tempi di Resident Evil 6 nel 2012. Lo stesso Leon soffre dei sintomi della sindrome che Grace sta indagando, il che rende il suo coinvolgimento qualcosa di molto più personale di una semplice missione ufficiale. Man mano che la trama avanza, entrambi i personaggi scoprono che la scia delle morti conduce direttamente a Umbrella Corporation e a un’arma biologica dal nome in codice Elpis, il cui scopo esatto viene rivelato progressivamente lungo tutta la campagna.

Grace Ashcroft: il nuovo volto dell’orrore puro

Interpretata da Angela Sant’Albano, Grace è la protagonista delle sezioni più vicine al survival horror classico, quelle in cui le risorse scarseggiano davvero e ogni proiettile conta. La sua condizione di figlia di un personaggio già noto ai fan della saga — Alyssa Ashcroft, di Resident Evil Outbreak — aggiunge un ulteriore livello di continuità per chi segue la saga fin dai suoi capitoli più antichi, senza che questo legame sia necessario per godersi la sua storia come nuovo personaggio.

Leon S. Kennedy: il ritorno del veterano

Doppiato di nuovo da Nick Apostolides, Leon torna con un redesign visivo pensato deliberatamente per riflettere il passare del tempo dalle sue apparizioni precedenti. Le sue sezioni della campagna sono costruite attorno all’azione diretta: sparatorie, esecuzioni in mischia e un ritmo molto più scatenato rispetto a quello di Grace, sulla scia di ciò che ha consacrato Resident Evil 4 come uno dei giochi d’azione più influenti della sua generazione. Per i giocatori che seguono questo personaggio fin dal suo debutto nel secondo capitolo della saga, il suo ritorno dopo più di un decennio di assenza in un ruolo da protagonista rappresenta, da solo, uno dei maggiori richiami di tutto Requiem, e il design stesso delle sue sezioni sembra pensato deliberatamente per rendere giustizia a quell’attesa accumulata negli anni.

Un nemico che non è un mostro: il tempo stesso

Una delle idee narrative più interessanti di Requiem, che aiuta a comprendere il tono generale della campagna, è che la minaccia centrale non è semplicemente una nuova variante del virus T, ma le conseguenze tardive e quasi dimenticate di un disastro che il mondo considerava ormai chiuso da quasi tre decenni. Sia Grace che Leon si confrontano, ciascuno a suo modo, con l’idea che il passato di Raccoon City non si sia mai davvero risolto del tutto, e che i suoi effetti continuino a manifestarsi in forme nuove e imprevedibili nel presente. Questa sensazione di debito irrisolto con il passato è, come ha spiegato lo stesso team di sceneggiatura, il motivo dietro il titolo del gioco, e si riflette costantemente in piccoli dettagli ambientali e documentali disseminati in ogni location.

Il resto del cast

Attorno a Grace e Leon orbita un cast secondario che collega Requiem a buona parte della storia recente della saga: Sherry Birkin torna nella trama, insieme a personaggi nuovi come Emily, Victor Gideon e Zeno, oltre alla riapparizione di Oswell E. Spencer, figura storica legata alle origini stesse di Umbrella Corporation. Questa combinazione di volti nuovi e nomi storici è, secondo buona parte della critica, uno degli elementi che meglio collega Requiem al resto del franchise senza richiedere che il giocatore conosca ogni dettaglio dei capitoli precedenti.

La sindrome di Raccoon City e l’arma Elpis

Buona parte del mistero centrale di Requiem ruota attorno a due elementi che conviene avere chiari fin dall’inizio, senza che ciò implichi anticipare svolte importanti della trama. Il primo è la stessa sindrome di Raccoon City, la denominazione che l’indagine di Grace finisce per dare alle mutazioni tardive del virus T che iniziano a manifestarsi nei sopravvissuti del disastro originale, quasi tre decenni dopo che è avvenuto. Il secondo è Elpis, l’arma biologica il cui sviluppo appare collegato a Umbrella Corporation e che guadagna sempre più peso narrativo man mano che le due linee investigative — quella di Grace e quella di Leon — convergono. Comprendere questa base concettuale aiuta a inquadrare il contesto di ogni nuova zona senza che la guida debba rivelare esplicitamente le svolte concrete della storia.

Due modi di giocare: l’orrore di Grace e l’azione di Leon

La decisione di design più importante di Requiem, e quella che più condiziona il modo di affrontare ogni sezione del gioco, è che Grace e Leon non hanno solo personalità diverse: hanno sistemi di gioco praticamente opposti, inclusa la stessa prospettiva di camera. Grace gioca di default in prima persona, una scelta che intensifica la sensazione di vulnerabilità e trasforma ogni angolo buio in una potenziale fonte di tensione. Leon, invece, si controlla in terza persona, la prospettiva classica dell’azione moderna della saga da Resident Evil 4 in poi.

Questa differenza di camera non è puramente estetica: è accompagnata da una filosofia delle risorse radicalmente diversa. Le sezioni di Grace sono pensate attorno alla scarsità reale, con un inventario limitato che costringe a decisioni costanti su cosa portare con sé, puzzle ambientali da risolvere con calma e, nelle difficoltà più alte, un sistema di salvataggio basato su nastri d’inchiostro che recupera uno dei tratti distintivi più classici — e più temuti — del genere. Inoltre, Grace viene inseguita per buona parte della sua campagna da un’entità invulnerabile nota come «la Ragazza», una minaccia che non si può sconfiggere con nessuna arma e che si può solo aggirare con furtività, luce e pazienza (la sezione successiva di questa guida è interamente dedicata a lei).

Le sezioni di Leon, al contrario, privilegiano l’azione sostenuta: dispone di un arsenale di armi da fuoco molto più generoso, esecuzioni corpo a corpo contestuali e un’ascia come arma secondaria che permette di parare gli attacchi nemici con il tempismo giusto. Il suo inventario funziona tramite una valigetta che si può ampliare, e i suoi scontri includono combattimenti contro boss di grandi dimensioni che non hanno equivalente nel lato giocabile di Grace. Leon può anche investire in migliorie per i container della BSAA, un sistema di progressione che premia l’esplorazione dei suoi livelli allo stesso modo in cui il crafting premia l’esplorazione nelle sezioni di Grace.

Consiglio da pro

Quando cambi personaggio tra una sezione e l’altra, adatta mentalmente il tuo modo di giocare prima di entrare nella prima stanza: portare la cautela di Grace nelle sezioni di Leon ti fa avanzare più lentamente del necessario, mentre portare l’aggressività di Leon nelle sezioni di Grace è il modo più rapido per ritrovarti senza risorse nel momento peggiore possibile.

Trucchi essenziali per sopravvivere

Combattimento: spara alle gambe prima che alla testa

Il trucco di combattimento più redditizio di tutto il gioco, valido sia per Grace che per Leon, è mirare prima alle gambe dei nemici invece di andare direttamente alla testa. Un colpo preciso alla gamba fa inciampare l’infetto, apre una finestra per finirlo in mischia o per scappare senza sprecare altre munizioni, e in generale risulta molto più efficiente che svuotare il caricatore cercando il colpo perfetto alla testa. Riserva i colpi alla testa per quando hai bisogno di eliminare un nemico immediatamente e non puoi permetterti il tempo extra di un’esecuzione corpo a corpo. Questa priorità si inverte solo contro nemici corazzati o con protezioni visibili nella parte inferiore del corpo, dove puntare direttamente a un punto debole esposto — di solito sulla testa o su qualche zona mutata chiaramente illuminata — risulta più efficiente che insistere sulle gambe.

Con Leon, esercita il tempismo della parata con l’ascia sugli zombie normali prima di affrontare i primi boss: la finestra di parata è esigente ma coerente, e padroneggiarla presto fa una differenza enorme negli scontri successivi, dove quella parata diventa praticamente obbligatoria. La combinazione di sparo e colpo in mischia — spara per interrompere l’attacco, colpisci per finire — è la base di quasi tutti i combattimenti delle sue sezioni, specialmente quando affronti più nemici contemporaneamente e devi spezzare il loro ritmo d’attacco prima che ti circondino.

Crafting e gestione delle risorse

I sistemi di progressione di Grace e Leon sono diversi quanto il resto del loro gameplay. Grace dipende da un sistema di crafting tradizionale: raccogli sempre rottami ed erbe verdi, poiché sono la base delle munizioni e degli oggetti curativi che fabbricherà per tutta la campagna. Inoltre, Grace dispone di un meccanismo proprio e piuttosto particolare: il sangue infetto che raccoglie da certi nemici e ambienti funziona come componente di crafting speciale, e analizzare quei campioni di sangue sblocca nuove ricette di munizioni, cura e strumenti tattici man mano che la storia avanza. Vale la pena analizzare ogni campione appena possibile, invece di accumularlo senza usarlo.

Leon, dal canto suo, non crafta consumabili allo stesso modo: al loro posto, spende crediti ottenuti eliminando nemici per acquistare migliorie direttamente. La priorità consigliata è investire prima in migliorie di danno e stabilità delle armi piuttosto che in migliorie cosmetiche o secondarie, poiché queste due statistiche sono quelle con maggiore impatto sulla difficoltà reale dei suoi combattimenti, specialmente contro i boss più grandi. I container della BSAA menzionati in precedenza funzionano come un sistema di progressione parallelo: ogni container migliorato amplia permanentemente una capacità di Leon, sia essa di inventario, resistenza o efficacia con un tipo specifico di arma, quindi conviene controllare ogni zona alla ricerca di questi container prima di avanzare verso il tratto successivo della storia, specialmente nelle location con maggiore densità di combattimento come l’Est di Raccoon City.

Inventario e oggetti

Ottieni le marsupi di Grace appena ne hai l’occasione: la sua capacità d’inventario iniziale è ridotta, e questi ampliamenti migliorano notevolmente la gestione delle risorse per il resto della campagna. Quanto alle munizioni, riserva le cartucce da fucile a pompa per gli scontri davvero pericolosi — boss o gruppi numerosi — invece di sprecarle contro zombie isolati che si possono gestire con l’arma principale o in mischia. I documenti che trovi nello scenario contengono di solito contesto narrativo, ma anche combinazioni di casseforti e indizi per i puzzle: leggili appena li raccogli e non preoccuparti di conservarli dopo, poiché le loro informazioni vengono registrate automaticamente.

Una sfumatura importante sulla gestione dell’inventario che spesso passa inosservata alla prima partita: sia Grace che Leon possono riorganizzare manualmente la disposizione dei propri oggetti nello spazio disponibile, e sfruttare bene quella disposizione — raggruppando oggetti di dimensioni simili, lasciando piccoli spazi vuoti per munizioni sfuse — permette di portare con sé più risorse di quanto sembri possibile a prima vista. Prima di qualsiasi tratto che sai essere particolarmente impegnativo, come l’ingresso in una nuova zona chiaramente ostile, vale la pena dedicare un momento a riorganizzare l’inventario invece di limitarsi a scartare oggetti a caso quando si riempie.

Consigli generali per principianti

Osserva il comportamento dei nemici prima di decidere come affrontarli: gli infetti seguono pattern di pattugliamento coerenti che si possono sfruttare per evitarli del tutto o per pianificare un attacco a sorpresa con più garanzie. Consulta spesso la mappa per individuare le porte chiuse a chiave e segnale mentalmente, in modo da poterci tornare più avanti appena ottieni l’oggetto corrispondente invece di perdere tempo a cercarle a memoria. Infine, completare le sfide opzionali del gioco assegna punti abilità che sbloccano bonus e armi aggiuntive in vista di un secondo giro in Nuova Partita Plus, quindi non ignorarle anche se non sono obbligatorie per proseguire nella storia.

Livelli di difficoltà: cosa aspettarsi da ciascuno

Requiem offre diversi livelli di difficoltà che influiscono in modo diverso sulle sezioni di Grace e su quelle di Leon. Nei livelli più bassi, entrambi i personaggi dispongono di risorse più generose e il sistema di salvataggio resta automatico o manuale senza restrizioni, il che avvicina l’esperienza a un thriller d’azione con tocchi di terrore. A partire dai livelli intermedi, le sezioni di Grace introducono il sistema dei nastri d’inchiostro come metodo di salvataggio, costringendo a decidere con attenzione in quale punto esatto vale la pena rischiare di salvare la partita. Se è la tua prima volta con il gioco, si consiglia di iniziare con una difficoltà intermedia: abbastanza impegnativa da far sentire la tensione delle risorse limitate, ma senza la pressione aggiuntiva dei nastri d’inchiostro finché non padroneggi i sistemi base di combattimento ed evasione.

Durata stimata e contenuti rigiocabili

Una partita incentrata sulla trama principale, alternando in modo naturale le sezioni di Grace e quelle di Leon senza deviare troppo verso i contenuti opzionali, si aggira tra le dieci e le quindici ore. Cercare tutti i documenti, completare le sfide secondarie ed esplorare a fondo ogni zona in cerca di migliorie all’inventario può estendere considerevolmente questa cifra, soprattutto nelle sezioni di Grace, dove l’esplorazione meticolosa ha un impatto diretto sulla quantità di ricette di crafting disponibili. La Nuova Partita Plus riutilizza i punti abilità accumulati nelle sfide opzionali per offrire bonus e armi aggiuntive fin dal primo minuto, il che trasforma un secondo giro in un’esperienza notevolmente diversa dalla prima, specialmente in termini di ritmo di combattimento.

Come sopravvivere alla Ragazza

Nessuna minaccia di Resident Evil Requiem genera tanta ansia tra i giocatori quanto «la Ragazza», l’entità che dà la caccia a Grace per buona parte delle sue sezioni al Care Center. Conviene chiarirlo subito: la Ragazza è completamente invulnerabile a qualsiasi arma a disposizione di Grace. Non esiste alcuna strategia di combattimento possibile contro di lei, e qualsiasi tentativo di spararle è, nella migliore delle ipotesi, uno spreco di munizioni e, nella peggiore, un modo sicuro per attirare la sua attenzione. Tutta l’interazione con questa creatura si riduce a evitarla, e questa guida raccoglie le tattiche che funzionano meglio per riuscirci.

La luce è il tuo migliore strumento

La Ragazza evita attivamente le zone ben illuminate, al punto da ritirarsi non appena raggiunge la soglia di una porta che dà su una stanza illuminata. Usare i tratti illuminati dello scenario come rifugi temporanei è, di gran lunga, la tattica più affidabile di tutto il gioco: se senti che l’inseguimento si complica, dirigiti verso la fonte di luce più vicina che ricordi invece di tentare di seminarla nel buio.

La tattica dell’esca

Una strategia sorprendentemente efficace consiste nel provocare deliberatamente il suo inseguimento avvicinandoti quanto basta per attivarla, per poi usare quello slancio a tuo favore: guidala lontano dal tuo vero obiettivo e, al momento giusto, reindirizzala verso la zona della Stazione delle Infermiere in modo da potertela svignare lungo il corridoio mentre lei resta concentrata sul punto in cui crede tu sia ancora. In pratica, questa tattica dell’esca risulta spesso più rapida della pura furtività, soprattutto se commetti qualche errore e ti servono più tentativi per completare la sezione.

La tattica del nascondiglio

Se preferisci un approccio più furtivo, aspetta che la creatura si sposti verso l’estremità più lontana del corridoio e approfitta di quel momento per nasconderti in un vano intermedio del corridoio stesso. Secondo diverse guide della community, la Ragazza non individua Grace in quel nascondiglio specifico, il che permette un passaggio sicuro verso la Stanza 201 non appena lei finisce di allontanarsi. È una tattica più lenta di quella dell’esca, ma anche più sicura se preferisci ridurre al minimo il rischio di un contatto diretto.

Dopo aver preso il fusibile: non fermarti

Una volta ottenuto il fusibile nella Stanza 201, le luci del Care Center si spengono e la Ragazza torna immediatamente attiva. In quel momento preciso, dirigiti direttamente verso destra, verso il cancello dove devi installare il fusibile, invece di esplorare o fare giri: qualsiasi deviazione in quel tratto si traduce di solito in un inseguimento molto più lungo intorno a tutta la zona della Stazione delle Infermiere.

Cosa fare se ti cattura

Nonostante tutte le tattiche precedenti, è normale che a un certo punto la Ragazza riesca a raggiungerti, specialmente durante i primi tentativi in una zona nuova. Se succede, la priorità assoluta è dirigerti verso la fonte di luce nota più vicina invece di tentare di aggirarla o seminarla in un tratto che non conosci ancora bene; insistere su un percorso sconosciuto sotto pressione finisce di solito per portare a più contatti diretti, non a meno. Gli oggetti curativi vanno riservati per dopo essere sfuggiti al suo raggio d’inseguimento, non mentre è ancora attiva, poiché usarli in mezzo all’inseguimento serve solo a rimandare il momento in cui dovrai affrontare di nuovo lo stesso problema con meno risorse a disposizione.

Lo scontro finale con lei: la Centrale di Trattamento delle Acque

La Ragazza riappare in un contesto diverso durante il tratto finale della Centrale di Trattamento delle Acque, dove bisogna attivare tre unità di distribuzione dell’energia continuando a evitarla attivamente. In quella sequenza specifica, la luce solare che filtra da certi punti dello scenario può essere usata per stordirla brevemente prima di sparare, la cosa più simile a una «finestra d’attacco» che questa minaccia offre in tutto il gioco, anche se conviene non abbassare la guardia: resta, in sostanza, una creatura da gestire con cautela, non da affrontare direttamente.

Errore comune

Sparare alla Ragazza nel tentativo di guadagnare tempo è controproducente: non solo non le fa alcun danno, ma tende ad accelerare il suo inseguimento. Se ti trovi faccia a faccia con lei, la reazione corretta è correre verso la luce più vicina, mai estrarre l’arma.

Guida per zone: percorso completo

Invece di dividere la campagna in capitoli numerati come di consueto, Resident Evil Requiem organizza la sua progressione attorno a dieci grandi location, ciascuna con una propria identità di gioco e un proprio equilibrio tra esplorazione, puzzle e combattimento. Di seguito viene riassunto cosa offre ogni zona e vengono dettagliate le soluzioni dei suoi puzzle più importanti.

Hotel Wrenwood

La zona introduttiva presenta l’indagine iniziale di Grace sulla scena del crimine che dà il via a tutta la trama. Funziona come tutorial esteso delle meccaniche di esplorazione e dei primi indizi narrativi sulla sindrome di Raccoon City, con un ritmo deliberatamente pacato prima che il gioco inizi a mostrare i denti.

Strade di Wrenwood

Una sequenza di fuga per le strade vicine all’hotel che funge da transizione verso il nucleo centrale della campagna di Grace. Il ritmo accelera notevolmente rispetto alla zona precedente, con le prime minacce attive che inseguono la protagonista in spazi aperti.

Care Center: il puzzle della scatola dei fusibili

Il Care Center funge da grande centro di puzzle della campagna di Grace, ed è anche la zona in cui la Ragazza fa la sua apparizione più prolungata. Il puzzle principale di questa sezione ruota attorno al ripristino dell’alimentazione elettrica dell’edificio, e si risolve in tre passaggi concreti: prima bisogna trovare un cacciavite nella Stazione delle Infermiere; poi usarlo per recuperare un fusibile mancante dentro l’armadietto della Stanza 201 — una stanza protetta dalla cosiddetta Chiave Cherubino, un oggetto chiave da individuare prima di poter entrare —; e infine installare quel fusibile nella scatola corrispondente per ripristinare l’energia e sbloccare nuovi percorsi di avanzamento. Come spiegato nella sezione precedente, non appena ottieni il fusibile le luci si spengono e la Ragazza torna a inseguirti, quindi assicurati di conoscere in anticipo la strada del ritorno verso il cancello prima di raccoglierlo.

Seminterrato del Care Center

Un tratto molto più claustrofobico rispetto al resto dell’edificio, con corridoi stretti e una tensione costante dovuta alla vicinanza di nuove minacce. L’esplorazione qui premia l’avanzata lenta e metodica rispetto ai tentativi di correre direttamente verso l’obiettivo successivo.

Cortile del Care Center

Una zona di transizione più aperta che funge da relativo respiro tra il seminterrato e la successiva grande location, con minore densità di minacce ma diversi oggetti opzionali rilevanti per il sistema di crafting di Grace. Approfitta di questa pausa per analizzare qualsiasi campione di sangue infetto accumulato e mettersi in pari con le ricette di crafting prima di avanzare verso la Centrale di Trattamento delle Acque, una zona notevolmente più esigente in termini di risorse.

Centrale di Trattamento delle Acque

Introduce puzzle di taglio più tecnico basati su meccanismi e impianti industriali, e culmina nella sequenza finale contro la Ragazza descritta nella sezione precedente: attivare le tre unità di distribuzione dell’energia mentre la si evita, sfruttando la luce solare filtrata per guadagnare i pochi secondi di margine offerti da questa sezione.

Est di Raccoon City

Con l’ingresso più deciso di Leon in scena, questa zona sposta il ritmo del gioco verso l’esplorazione esterna incentrata sul combattimento, con scontri molto più diretti rispetto alle sezioni precedenti di Grace e un maggiore accesso a munizioni e migliorie.

Centro di Raccoon City

Attraversa la stazione di polizia e le zone urbane circostanti, in un evidente omaggio all’ambientazione dei primi capitoli della saga. Combina combattimento aperto con sezioni di esplorazione più pacata all’interno degli edifici pubblici della città.

Orfanotrofio

Un tratto segnato dalla suspense e da una navigazione attenta, con un’atmosfera che recupera parte della tensione più pacata delle sezioni di Grace anche in tratti che tecnicamente appartengono a Leon. Conviene avanzare lentamente e prestare attenzione all’ambiente prima di ogni nuova stanza.

Come sfruttare al meglio ogni zona prima di avanzare

Uno schema che si ripete nelle dieci location del gioco è che ciascuna premia un primo passaggio esplorativo prima di inseguire l’obiettivo principale indicato dalla storia. Questo vale in particolare per il Care Center e per il Centro di Raccoon City, le due zone con la maggiore densità di stanze secondarie e oggetti opzionali. Prima di attivare il prossimo punto della trama in una di queste due location, controlla la mappa alla ricerca di zone non ancora segnate come esplorate: capita spesso che una porta chiusa che sembrava inaccessibile all’inizio della zona si apra più avanti con una chiave o uno strumento ottenuto in una stanza diversa, quindi non scartare del tutto nessuna porta chiusa finché non hai percorso la zona per intero.

Struttura ARK: il tratto finale

L’ultima grande location del gioco concentra buona parte degli scontri contro i boss più impegnativi di tutta la campagna, incluso lo scontro finale contro Victor Gideon. È qui che convergono definitivamente le linee narrative di Grace e Leon, e conviene arrivarci con la maggior quantità possibile di risorse curative e munizioni di riserva, dato che gli ultimi tratti del gioco non offrono molte occasioni per rifornirsi.

Consiglio da pro

Una partita standard incentrata sulla storia principale, senza deviare troppo verso i contenuti opzionali, si aggira tra le dieci e le quindici ore di durata. Se il tuo obiettivo è completare tutte le sfide e massimizzare le risorse in vista della Nuova Partita Plus, riserva tempo aggiuntivo per esaminare a fondo ogni zona prima di passare alla successiva.

Nemici comuni: come gestirli prima di arrivare a un boss

Prima di entrare nel dettaglio di ogni boss, vale la pena dedicare una sezione ai nemici regolari che popolano ogni zona, poiché una gestione efficiente di questi scontri è, in pratica, ciò che determina se arrivi a ogni boss con risorse in abbondanza o completamente esausto. Gli infetti base che incontri nelle prime zone seguono pattern di movimento prevedibili e raramente rappresentano una minaccia reale se affrontati con calma, ma il loro vero pericolo emerge quando si raggruppano: un infetto isolato si risolve con un paio di colpi alla gamba e un colpo di grazia in mischia, ma un gruppo di tre o quattro può circondare rapidamente uno dei due protagonisti se gli si permette di chiudere la distanza senza opposizione.

Nelle zone più avanzate del gioco iniziano a comparire varianti mutate con pattern d’attacco più erratici, capaci di muoversi a maggiore velocità o di lanciare attacchi a distanza che costringono a rompere la routine spara-e-colpisci che funziona contro gli infetti base. Contro queste varianti, la pazienza torna a essere lo strumento più prezioso: ritirarsi verso un corridoio stretto dove possano raggiungerti solo uno alla volta risulta spesso più efficace che tentare di tenere testa in una stanza aperta dove possono circondarti facilmente. Come regola generale, ogni stanza nuova merita un’occhiata rapida prima di entrarci del tutto: individuare in anticipo le uscite disponibili e i punti in cui potresti rimanere in trappola fa una differenza enorme nel modo in cui si risolve uno scontro inaspettato.

Boss di Resident Evil Requiem: come battere gli undici scontri

Attenzione spoiler

Questa sezione descrive strategie concrete contro ogni boss del gioco, incluso lo scontro finale. Se preferisci scoprire questi scontri senza preparazione preventiva, puoi passare direttamente alla sezione sui requisiti tecnici più sotto.

La campagna distribuisce undici combattimenti contro boss tra le due linee giocabili, con una differenza notevole: la stragrande maggioranza appartiene alle sezioni di Leon, coerentemente con il suo approccio orientato all’azione, mentre Grace affronta principalmente la minaccia già descritta della Ragazza e un unico boss opzionale. Questa distribuzione non è casuale: rafforza l’identità di ciascuna campagna, lasciando che il terrore da evasione definisca quasi interamente l’esperienza di Grace mentre Leon vive la fantasia d’azione più classica della saga attraverso una successione di scontri sempre più impegnativi.

La Ragazza (Care Center, con Grace)

Come già spiegato in dettaglio, questo scontro non si vince con la forza: si supera completando gli obiettivi del puzzle del Care Center evitando attivamente la creatura, usando la luce e le tattiche dell’esca o del nascondiglio descritte sopra.

Chunk (ala est del Care Center, opzionale con Grace)

Uno scontro opzionale che compare in una zona secondaria del Care Center. Trattandosi di contenuto non obbligatorio, conviene affrontarlo solo se disponi di risorse curative sufficienti e munizioni in abbondanza, poiché non è indispensabile per completare la campagna di Grace.

Chunk (attico del Care Center, con Leon)

La stessa minaccia riappare più avanti, questa volta in forma obbligatoria all’interno della campagna di Leon, nell’attico dell’edificio. Vale qui la stessa base di combattimento del resto dei suoi scontri: spara alle zone esposte per aprire finestre di colpo in mischia ed evita di restare senza munizioni prima del tempo.

Blister Borne (cappella del Care Center, con Leon)

Questo boss presenta quattro cisti color arancione distribuite tra schiena e petto che vanno distrutte mentre gestisci la comparsa costante di zombie mutati aggiuntivi e sfrutti i cilindri esplosivi disponibili nello scenario. Il suo attacco di carica non si può parare con l’ascia: appena vedi iniziare l’animazione, l’unica risposta corretta è scostarsi lateralmente subito invece di tentare di bloccarlo.

Emily (Centrale di Trattamento delle Acque, con Leon)

Un combattimento che sfrutta lo stesso scenario industriale della centrale. Mantieni le distanze e usa l’ambiente per rompere la linea di vista quando devi riorganizzarti o ricaricare senza subire danni inutili. I tubi e le strutture metalliche sparse nella sala offrono coperture temporanee utili, ma tieni presente che nessuna di esse resiste a un impatto diretto prolungato, quindi cambia posizione con frequenza invece di restare trincerato in un unico punto per tutto il combattimento.

Titan Spinner (edificio in rovina, con Leon)

Questo boss premia chi sfrutta lo spazio verticale dello scenario. Durante le sue fasi eretta normali, spara con il mitra o il fucile a pompa direttamente alla sua bocca aperta a media distanza per massimizzare il danno. I cilindri esplosivi color rosso sparsi nello scenario provocano un abbattimento istantaneo se riesci a farli detonare al momento giusto, aprendo una finestra ideale per scaricare il massimo danno possibile.

Victor e i Garmr (inseguimento in autostrada, con Leon)

Un combattimento ibrido tra inseguimento e scontro diretto che richiede di gestire simultaneamente il boss principale e le sue creature di supporto. Dai priorità all’eliminazione dei Garmr più vicini per ridurre la pressione prima di concentrare il fuoco su Victor. Trattandosi di una sequenza con elementi di inseguimento, presta particolare attenzione all’ambiente: gli ostacoli dello scenario possono giocare sia a tuo favore che contro di te se non anticipi i cambi di direzione con sufficiente anticipo.

Super Tyrant, «Mr. X» (campo da basket, con Leon)

L’obiettivo costante in questo scontro è il cuore esposto del Tyrant. Una parata eseguita con successo lo lascia stordito per un breve istante: sfrutta subito quella finestra per colpirlo ripetutamente con l’ascia prima che si riprenda, poiché esitare in quel momento spreca gran parte del danno potenziale dello stordimento. Questo combattimento funziona, per molti versi, come l’esame finale della parata con l’ascia prima di arrivare al tratto della Struttura ARK, quindi se ancora non padroneggi bene il tempismo, questo è il momento migliore per esercitarlo intensamente: il resto del gioco, incluso il boss finale, dipende in gran parte da questa stessa meccanica.

Plant 43 (stazione Blackthorn, con Leon)

Uno scontro che recupera lo spirito dei classici boss vegetali della saga. Mantieni le distanze quando possibile ed evita di rimanere intrappolato in spazi ridotti dove i suoi attacchi ad area risultano molto più difficili da schivare. Se disponi di granate o cariche esplosive di riserva, questo è uno dei combattimenti in cui rendono di più, poiché tendono a interrompere le sue fasi d’attacco più pericolose prima che si sviluppino del tutto. La stazione Blackthorn in cui si svolge questo combattimento offre anche diversi punti sopraelevati sfruttabili per guadagnare distanza aggiuntiva se ti ritrovi in trappola a livello del suolo.

Il Comandante (Struttura ARK, con Leon)

Un duello corpo a corpo puro che richiede di padroneggiare la parata con l’ascia, poiché questo boss è completamente immune allo stordimento da colpi convenzionali. Conservare munizioni per questo scontro in particolare è letteralmente inutile: l’unica via per la vittoria passa dal leggere i suoi attacchi e rispondere con parate precise, senza ricorrere in alcun momento alle armi da fuoco. Questo scontro risulta spesso il più frustrante alla prima partita proprio per questa restrizione così rigida: se muori più volte di fila, prenditi una breve pausa prima di riprovare, poiché il pattern d’attacco de Il Comandante è memorizzabile con calma ma facile da leggere male sotto la pressione dei tentativi ripetuti.

Victor Gideon: il boss finale (Struttura ARK, con Leon)

Lo scontro finale si divide in due fasi chiaramente distinte. Nella prima, l’obiettivo è parare e sparare al suo braccio mutato, alternando difesa e offensiva a seconda del ritmo dei suoi attacchi. Nella seconda fase, la strategia cambia del tutto: bisogna distruggere diverse cisti distribuite sul suo corpo usando il fuoco del mitra, senza smettere di mantenere una postura difensiva basata sulla parata per sopravvivere alle sue cariche più pericolose. Arrivare a questo combattimento con riserve di munizioni da mitra e oggetti curativi in abbondanza è, di gran lunga, la preparazione più importante di tutto il gioco. La transizione tra le due fasi coincide di solito con un breve respiro narrativo che, pur non eliminando del tutto il pericolo, offre una finestra ragionevole per riorganizzare l’inventario e curare eventuali danni accumulati prima che la seconda fase si intensifichi del tutto.

Consiglio da pro

Prima di entrare nella Struttura ARK, controlla con calma il tuo inventario e dai priorità a munizioni da mitra e oggetti curativi rispetto a qualsiasi altra risorsa: è la zona con la maggiore densità di boss obbligatori di tutto il gioco, e le occasioni per rifornirsi una volta dentro sono limitate.

Requiem a confronto con il resto della saga: tabella comparativa

AspettoResident Evil 7Resident Evil 4 RemakeResident Evil Requiem
ProtagonistaEthan WintersLeon S. KennedyGrace Ashcroft e Leon S. Kennedy
ProspettivaPrima personaTerza personaEntrambe, a seconda del personaggio
Approccio principaleOrrore puro, risorse scarseAzione con tocco horrorOrrore puro (Grace) e azione (Leon)
SalvataggioAutomatico / manualeMacchina da scrivereNastri d’inchiostro nelle difficoltà alte (Grace)
Minaccia distintivaFamiglia BakerI GanadosLa Ragazza (invulnerabile, solo evasione)
Peso dell’installazione (riferimento PS5)Notevolmente inferioreCirca 58 GBCirca 72,88 GB

La tabella precedente riassume perché Requiem si percepisca, al tempo stesso, come un ritorno alle radici più terrificanti della saga e come il culmine della formula d’azione consacrata da Resident Evil 4. Nessun altro titolo del franchise aveva mai tentato prima di combinare entrambi gli approcci all’interno di un’unica campagna con due protagonisti giocabili, e questa scommessa è, secondo buona parte della critica specializzata, uno dei maggiori successi di design di questo capitolo.

Per i giocatori che arrivano a Requiem dopo aver completato Resident Evil Village, il contrasto risulta particolarmente marcato nelle sezioni di Grace: mentre Village attenuava progressivamente la scarsità di risorse man mano che la partita avanzava, Requiem mantiene quella tensione in modo molto più costante per tutta la campagna di Grace, avvicinandosi di più allo spirito dei titoli classici della saga che alle entrate più recenti in prima persona. Chi arriva invece da Resident Evil 4 Remake troverà nelle sezioni di Leon un’evoluzione diretta di quella formula, con l’aggiunta della parata con l’ascia come meccanica difensiva centrale che non aveva un equivalente altrettanto sviluppato in quel remake.

Requisiti tecnici su PC

Resident Evil Requiem arriva su PC con una delle implementazioni tecniche più ambiziose del RE Engine finora, incluso path tracing nativo, illuminazione globale, riflessi e ombre con ray tracing, occlusione ambientale avanzata e un sistema di rendering dei capelli filo per filo per ottenere un aspetto più realistico nei personaggi con chioma lunga. È importante sottolineare che il path tracing completo è disponibile esclusivamente sulle schede grafiche Nvidia compatibili con DLSS Ray Reconstruction.

RequisitoMinimiConsigliati
Sistema operativoWindows 11 (64 bit)Windows 11 (64 bit)
ProcessoreIntel Core i5-8500 / AMD Ryzen 5 3500Intel Core i7-8700 / AMD Ryzen 5 5500
Memoria RAM16 GB16 GB
Scheda graficaGeForce GTX 1660 (6 GB) / Radeon RX 5500 XT (8 GB)GeForce RTX 2060 Super (8 GB) / Radeon RX 6600 (8 GB)
Spazio di archiviazioneCirca 75-80 GB (varia in base ai pacchetti texture in 4K)Circa 75-80 GB (varia in base ai pacchetti texture in 4K)
API graficaDirectX 12DirectX 12

Vale la pena sottolineare che, anche nella configurazione minima, Requiem richiede 16 GB di memoria RAM, una cifra diventata lo standard di fatto per i grandi lanci di questa generazione ma che può comportare un aggiornamento necessario per chi gioca ancora con hardware di diversi anni fa. Se il tuo computer soddisfa i requisiti minimi ma non quelli consigliati, la raccomandazione generale è privilegiare una risoluzione 1080p con impostazioni grafiche di livello medio piuttosto che forzare una risoluzione superiore con le impostazioni al minimo, poiché il gioco tende a beneficiare più di un livello di dettaglio delle texture decente che di una risoluzione dello schermo elevata.

Su console, PlayStation 5 e Xbox Series X offrono prestazioni equivalenti, con risoluzione interna di 1080p riscalata a 4K a 60 fotogrammi al secondo. PlayStation 5 Pro aggiunge illuminazione globale e riflessi con ray tracing migliorati, oltre a una modalità prestazioni che raggiunge tra 90 e 120 fotogrammi al secondo quando il ray tracing è disattivato. Xbox Series S riduce la risoluzione interna fino a 720p riscalato e sostituisce il sistema di capelli filo per filo con un sistema di ciocche di capelli più leggero. Nintendo Switch 2, dal canto suo, punta a 360p in modalità portatile e 540p in modalità dock, riscalati tramite DLSS fino a 720p e 1080p rispettivamente, con l’obiettivo di mantenere 60 fotogrammi al secondo in entrambe le modalità.

Edizioni e prezzi

Resident Evil Requiem è stato lanciato con tre livelli di edizione chiaramente differenziati. L’edizione standard, al prezzo di 69,99 dollari, include il gioco completo insieme a un bonus di prenotazione consistente nel costume «Apocalisse» per Grace. L’edizione deluxe, a 79,99 dollari, aggiunge il cosiddetto «Kit Deluxe»: costumi aggiuntivi per i personaggi, skin per le armi, filtri schermo, amuleti cosmetici e pacchetti audio extra, tra gli altri contenuti digitali.

Per i collezionisti, Capcom ha lanciato anche un’edizione da collezione al prezzo di 250 dollari, che include tutti i contenuti digitali dell’edizione deluxe oltre a una steelbook fisica e una base acrilica da collezione. Questa edizione è andata esaurita rapidamente al lancio, per cui oggi si trova solitamente solo tramite mercati secondari come piattaforme di rivendita, di norma a un prezzo superiore a quello di vendita originale.

Al momento di decidere quale edizione acquistare, il consiglio pratico è semplice: se la priorità è semplicemente giocare la campagna senza altri contenuti aggiuntivi, l’edizione standard copre perfettamente questa esigenza, poiché nessuno dei contenuti extra delle edizioni superiori influisce sulla durata o sulla difficoltà della storia principale. L’edizione deluxe ha senso soprattutto per chi apprezza la personalizzazione estetica di Grace e Leon tramite costumi e skin per le armi, mentre l’edizione da collezione è pensata esclusivamente per chi cerca un pezzo fisico da esposizione, non un miglioramento del gameplay.

Dato chiave

Al di là delle edizioni del gioco stesso, Resident Evil Requiem ha generato una campagna di collaborazioni insolita per la saga: una Porsche Cayenne Turbo GT personalizzata compare all’interno del gioco stesso, l’orologeria Hamilton ha lanciato una collezione di orologi ispirati ai suoi personaggi con un prezzo di partenza di 2.000 dollari, e Grace è entrata come skin giocabile in Fortnite il 1° marzo 2026, appena pochi giorni dopo il lancio del gioco principale.

Accoglienza della critica

Resident Evil Requiem è stato lanciato con un’accoglienza straordinariamente positiva. Su Metacritic, la versione PC raggiunge 92 punti su 100, quella per Xbox Series X|S arriva a 93, e quella per PlayStation 5 si attesta a 89, cifre che collocano questo capitolo tra i meglio valutati di tutto il franchise. La critica ha elogiato in modo praticamente unanime il tono cupo del gioco, la sua narrativa, l’ambientazione e, soprattutto, l’equilibrio raggiunto tra le sezioni di puro survival horror di Grace e l’azione più scatenata di Leon, una combinazione che molte recensioni indicano come un rischio di design che alla fine ha funzionato meglio del previsto.

Eurogamer ha descritto l’insieme come «un esercizio magistrale di terrore asfissiante», una valutazione che riassume bene il consenso generale sull’atmosfera del gioco. Non sono mancate le critiche, va detto: parte della stampa ha segnalato che le sezioni di Leon finiscono per eclissare il peso narrativo di Grace nella seconda metà della campagna, uno squilibrio che alcune recensioni considerano il principale punto debole di una struttura per il resto molto ben eseguita.

Al di là del voto aggregato, colpisce il grado di consenso tra le piattaforme: a differenza di altri grandi lanci recenti, dove di solito esiste una differenza notevole tra la versione meglio e peggio valutata, i tre punteggi di Requiem restano entro un margine di appena quattro punti, il che suggerisce un’esperienza tecnicamente coerente indipendentemente dal sistema scelto per giocarlo. Diverse recensioni hanno evidenziato anche il design sonoro come uno dei pilastri meno commentati ma più efficaci del gioco, specialmente durante le sezioni di Grace, dove il silenzio — e la sua rottura improvvisa — svolge una funzione quasi importante quanto l’illuminazione stessa nel generare tensione.

Le performance commerciali sono state altrettanto solide quanto la risposta della critica. Durante il weekend di lancio, il gioco ha raggiunto 344.214 giocatori concorrenti su Steam, una cifra record per il franchise che raddoppia i dati ottenuti dal remake di Resident Evil 4 nel 2023. Nei suoi primi cinque giorni in vendita, Requiem ha superato i cinque milioni di copie distribuite, diventando il titolo della saga con il lancio più veloce della sua storia. Al 16 marzo 2026 quella cifra era salita a sei milioni di copie, posizionando il gioco come il più venduto di tutto il 2026 fino a quella data, e al 24 aprile 2026 la cifra superava già i sette milioni di unità. Nel Regno Unito, la ripartizione delle vendite per piattaforma si è nettamente orientata verso PlayStation 5, con il 54% del totale, seguita da PC con il 36%, Xbox con il 6% e Nintendo Switch 2 con il restante 4%.

Connessione con il resto della saga

Questo tipo di continuità così curata non è casuale: il team di sceneggiatura, guidato da Haris Orkin, ha dedicato buona parte dei suoi due anni e mezzo di lavoro a rivedere l’intera cronologia della saga per assicurarsi che ogni riferimento ai capitoli precedenti si incastrasse senza contraddizioni nella linea temporale stabilita. Il risultato è una sceneggiatura che premia in particolare i giocatori più veterani senza per questo escludere chi si avvicina per la prima volta al franchise con questo capitolo, un equilibrio complicato che poche saghe con tanti anni di storia riescono a mantenere in modo così coerente.

Resident Evil Requiem è il nono capitolo numerato principale del franchise, e arriva dopo Resident Evil Village, lanciato nel 2021. Per molti giocatori, rappresenta inoltre il ritorno più importante di Leon S. Kennedy dai tempi di Resident Evil 6 nel 2012, dopo diversi anni in cui il personaggio era rimasto relegato ad apparizioni secondarie o del tutto assente dai capitoli principali. La trama torna fisicamente in location di Raccoon City già note ai fan della saga fin dai suoi primi capitoli, e intreccia fili narrativi che risalgono a Resident Evil Outbreak e arrivano fino a Resident Evil 6, in un esercizio di continuità che premia in particolare i giocatori che seguono il franchise fin dalle sue origini, senza per questo lasciare fuori chi si avvicina per la prima volta con questo capitolo.

Verdetto finale

Resident Evil Requiem riesce in qualcosa che poche saghe horror con così tanti capitoli alle spalle ottengono: reinventarsi senza rinunciare a ciò che le ha dato grandezza. Dividendo la campagna tra l’orrore puro di Grace Ashcroft e l’azione decisa di Leon Kennedy, Capcom ha costruito un’esperienza che soddisfa sia chi rimpiangeva il terrore asfissiante dei primi capitoli sia chi si gode l’adrenalina che ha consacrato Resident Evil 4 come un classico moderno. Il risultato non è privo di alti e bassi — lo stesso peso narrativo tra i due protagonisti si sbilancia nel tratto finale —, ma l’insieme regge grazie a un level design eccellente, un roster di boss vario e memorabile, e una delle implementazioni tecniche più ambiziose viste finora nel RE Engine.

Con oltre sette milioni di copie vendute in appena due mesi e un riconoscimento della critica quasi unanime, Resident Evil Requiem non si limita a chiudere con solidità il ciclo narrativo che si stava sviluppando da quasi tre decenni a partire dal disastro di Raccoon City, ma pone anche un precedente interessante su come una saga longeva possa continuare a rischiare nel proprio design senza perdere di vista ciò che l’ha definita fin dall’inizio.

Per chi si domanda se valga la pena imbarcarsi in questa nuova indagine, la risposta dipende in gran parte da cosa si sta cercando esattamente. Chi rimpiange la tensione asfissiante e la scarsità di risorse dei titoli più classici della saga troverà nelle sezioni di Grace una delle esperienze più fedeli a quello spirito che Capcom abbia prodotto negli ultimi anni. Chi preferisce l’adrenalina dell’azione scatenata, dal canto suo, trova nelle sezioni di Leon uno dei sistemi di combattimento più rifiniti e appaganti di tutto il franchise, con un roster di boss che raramente ripete idee da uno scontro all’altro. Pochi giochi riescono a offrire entrambe le esperienze senza che nessuna delle due risulti diluita, e questo equilibrio è, in definitiva, il più grande successo di Resident Evil Requiem.

Pro

Equilibrio eccellente tra l’orrore puro di Grace e l’azione di Leon

Roster di undici boss vario e memorabile

Implementazione tecnica ambiziosa, con path tracing nativo su PC

Forte connessione narrativa con il resto del franchise

La Ragazza è una delle minacce da evasione meglio progettate della saga

Contro

Le sezioni di Leon eclissano il peso narrativo di Grace nella seconda metà

Installazione pesante su PC, fino a 80 GB in base ai pacchetti texture

Il path tracing completo è disponibile solo su schede Nvidia

L’edizione da collezione è esaurita e si trova solo a prezzo elevato in rivendita

Switch 2 sacrifica notevolmente la risoluzione rispetto alle altre piattaforme

Domande frequenti

Si può sconfiggere la Ragazza in qualche momento del gioco?

No. La Ragazza è invulnerabile a qualsiasi arma a disposizione di Grace per tutta la campagna. Tutti gli incontri con lei si risolvono tramite l’evasione, usando la luce, la furtività o le tattiche dell’esca, come descritto nella sezione dedicata a questa creatura. Nemmeno le armi più potenti dell’inventario di Grace hanno alcun effetto su di lei, quindi qualsiasi tentativo di affrontarla direttamente è, in pratica, tempo e risorse sprecati.

È necessario aver giocato ai capitoli precedenti di Resident Evil per capire la trama?

Non è indispensabile. Requiem è costruito per funzionare come punto d’ingresso a sé stante, anche se i giocatori che conoscono Resident Evil Outbreak e Resident Evil 6 apprezzeranno numerosi collegamenti narrativi aggiuntivi che arricchiscono la storia senza essere necessari per seguirla.

Quanto dura la campagna principale?

Una partita incentrata sulla storia principale, senza deviare eccessivamente verso i contenuti opzionali, si aggira tra le dieci e le quindici ore, ripartite tra le sezioni di Grace e quelle di Leon.

Che differenza c’è tra giocare come Grace e come Leon?

Grace gioca in prima persona con un approccio di survival horror puro: risorse scarse, crafting basato su rottami, erbe e sangue infetto, e salvataggio tramite nastri d’inchiostro nelle difficoltà più alte. Leon gioca in terza persona con un approccio d’azione: armi da fuoco abbondanti, parate con l’ascia, esecuzioni corpo a corpo e un sistema di migliorie basato su crediti invece che sul crafting.

Quanti boss ha il gioco in totale?

Undici scontri con boss distribuiti tra le due campagne, incluso uno scontro opzionale con Grace e lo scontro finale in due fasi contro Victor Gideon nella Struttura ARK, controllando Leon.

Qual è l’arma più efficiente contro gli infetti normali?

Puntare alle gambe prima che alla testa è la strategia più efficiente in termini di munizioni per entrambi i personaggi, poiché fa inciampare il nemico e apre una finestra per un colpo di grazia in mischia senza sprecare colpi aggiuntivi.

Serve una scheda grafica Nvidia per giocare su PC?

Non è obbligatoria per giocare, ma sì per godersi il path tracing completo, poiché questa funzione dipende dalla tecnologia DLSS Ray Reconstruction, esclusiva delle schede Nvidia compatibili. Il resto degli effetti di illuminazione con ray tracing sono disponibili su una gamma più ampia di hardware.

Quanto spazio di archiviazione serve?

La versione PlayStation 5 occupa circa 72,88 GB, e la versione PC potrebbe superare gli 80 GB a seconda che si installino i pacchetti texture in 4K, il che la rende uno dei capitoli più pesanti di tutta la saga.

Vale la pena l’edizione da collezione se la trovo in rivendita?

Dipende dal tuo budget e da quanto apprezzi gli extra fisici. L’edizione da collezione include tutti i contenuti digitali dell’edizione deluxe più una steelbook e una base acrilica, ma essendo andata esaurita al lancio ufficiale, in rivendita viene di solito venduta al di sopra del suo prezzo originale di 250 dollari.

Cosa devo fare se resto senza munizioni contro un boss?

Dipende dal boss specifico: contro la maggior parte conviene ritirarsi, cercare copertura e usare oggetti curativi per sopravvivere mentre riorganizzi mentalmente la strategia, ma contro Il Comandante questo non è un problema, poiché quello scontro si risolve esclusivamente con parate d’ascia e non richiede munizioni in alcun modo.

Il gioco include la Nuova Partita Plus?

Sì. Completare le sfide opzionali durante la partita assegna punti abilità che si traducono in bonus e armi aggiuntive disponibili fin dall’inizio di un secondo giro in Nuova Partita Plus.

Con quale difficoltà dovrei iniziare se è la mia prima volta con la saga?

Una difficoltà intermedia è l’opzione più equilibrata per un primo approccio: mantiene la tensione delle risorse limitate senza introdurre ancora il sistema dei nastri d’inchiostro, che compare solo nelle difficoltà più alte all’interno delle sezioni di Grace.

Si può giocare solo con Grace o solo con Leon, saltando l’altro personaggio?

No. La struttura della campagna alterna obbligatoriamente tra i due protagonisti man mano che la trama avanza, poiché le rispettive indagini convergono nella storia centrale. Non esiste un’opzione per completare il gioco esclusivamente con uno dei due.

È disponibile su Nintendo Switch 2 dal lancio?

Sì, Resident Evil Requiem è stato lanciato simultaneamente su PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC e Nintendo Switch 2 il 27 febbraio 2026, anche se la versione Switch 2 sacrifica notevolmente la risoluzione — 360p in portatile e 540p in dock, riscalate tramite DLSS — per mantenere i 60 fotogrammi al secondo in entrambe le modalità.

Cosa dovrei privilegiare se ho tempo solo per esplorare parzialmente ogni zona?

Dai sempre priorità alle marsupi e alle migliorie dei container rispettivamente nelle sezioni di Grace e Leon, poiché il loro effetto si accumula per il resto della partita. In secondo luogo, dai priorità alle munizioni da fucile a pompa o mitra rispetto agli oggetti puramente cosmetici, e in terzo luogo, ai documenti: anche se non influiscono direttamente sulle statistiche, contengono spesso codici di casseforti che evitano di dover cercare combinazioni alla cieca più avanti.

Le impostazioni di accessibilità influiscono sulla difficoltà dei puzzle?

Il gioco permette di regolare in modo indipendente la difficoltà del combattimento e quella dei puzzle ambientali, in modo simile ad altri grandi lanci recenti del genere. Questo consente, ad esempio, di mantenere la massima sfida nei combattimenti contro i boss semplificando al contempo i tempi di risoluzione dei puzzle come quello della scatola dei fusibili del Care Center, un’opzione particolarmente utile per chi privilegia la narrativa rispetto alla pura sfida meccanica.


Resident Evil Requiem dimostra che, quasi trent’anni dopo la caduta di Raccoon City, la saga che ha definito il survival horror ha ancora margine per reinventarsi senza perdere la propria identità. Tra i corridoi bui del Care Center, l’ombra silenziosa della Ragazza e il peso dell’ascia di Leon che spacca il cranio di un Tyrant, Grace Ashcroft e il veterano agente della DSO costruiscono insieme uno dei capitoli più solidi che il franchise abbia prodotto negli ultimi anni, tanto per chi aspetta questo ritorno dal 1996 quanto per chi si affaccia per la prima volta su Raccoon City. Con questa guida a portata di mano, quel primo viaggio — o l’ennesimo, per i veterani della saga — dovrebbe risultare decisamente meno letale.

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